Deportazioni al Casilino. Resistenza meticcia!

Dopo lo sgombero dal campo di via di Centocelle avvenuto ieri, le forze di polizia e il comune di Roma sono nuovamente intervenuti nei confronti della comunità rom che aveva trascorso la notte all’interno dell’ex deposito Heineken di via dei Gordiani.
 
Intorno alle 9 di questa mattina, decine di blindati hanno circondato l’ex fabbrica e hanno iniziato la schedatura dei cittadini rumeni, ai quali il comune ha riproposto il rimpatrio assistito, centri di accoglienza per donne e bambini fuori dal raccordo e nessuna soluzione per gli uomini. Dietro la minaccia della sottrazione dei minori, una trentina di persone sono salite su un pullman senza nemmeno comprendere che fine avrebbero fatto, mentre la maggior parte ha rifiutato le soluzioni e si è dispersa nel territorio.


Dopo lo sgombero dal campo di via di Centocelle avvenuto ieri, le forze
di polizia e il comune di Roma sono nuovamente intervenuti nei
confronti della comunità rom che aveva trascorso la notte all’interno
dell’ex deposito Heineken di via dei Gordiani.
 
Intorno alle 9
di questa mattina, decine di blindati hanno circondato l’ex fabbrica e
hanno iniziato la schedatura dei cittadini rumeni, ai quali il comune
ha riproposto il rimpatrio assistito, centri di accoglienza per donne e
bambini fuori dal raccordo e nessuna soluzione per gli uomini. Dietro
la minaccia della sottrazione dei minori, una trentina di persone sono
salite su un pullman senza nemmeno comprendere che fine avrebbero
fatto, mentre la maggior parte ha rifiutato le soluzioni e si è
dispersa nel territorio.
Durante le operazioni, il comune di Roma ha negato l’accesso alla
stampa, agli interpreti e ai mediatori culturali. Non è stato possibile
nemmeno per le insegnanti e la preside dell’Iqbal Masih, Simonetta
Salacone, sapere che fine avessero fatto i genitori dei bambini che
oggi hanno regolarmente frequentato la scuola.
 
Un capolavoro della negazione di qualunque diritto portato a termine
con violenza e arroganza dal sindaco Alemanno, del prefetto e della
questura di Roma che hanno realizzato una vera e propria deportazione
di massa. Il razzismo istituzionale ha ormai valicato ogni limite: Roma
è davvero una città insicura.
 
Nonostante tutto, ribadiamo che noi non abbiamo paura. Allo stesso modo
in cui abbiamo impedito con i nostri corpi il passaggio di un pullman
con gente terrorizzata a bordo, continueremo a resistere a fianco di
cittadini e cittadine che, come noi, chiedono diritti e dignità.
  

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39 risposte a Deportazioni al Casilino. Resistenza meticcia!

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